ANCHE SOLO UNA RELAZIONE AFFETTIVA STABILE PUÒ FAR VENIR MENO L’ASSEGNO DIVORZILE

ANCHE SOLO UNA RELAZIONE AFFETTIVA STABILE PUÒ FAR VENIR MENO L’ASSEGNO DIVORZILE

 

Sembrava fosse un principio ormai granitico quello sancito, più volte, dalla Suprema Corte, secondo il quale l’ex coniuge solo se avesse instaurato una nuova relazione more uxorio avente i caratteri della continuità e della stabilità avrebbe perso il diritto a percepire l’assegno divorzile.

Con l’ordinanza n. 2732/2018 la Corte di Cassazione ha, ancora di recente, chiarito che l’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova relazione, sebbene di fatto, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge.

Infatti, per la Suprema Corte, la formazione di una famiglia di fatto è espressione di una scelta libera e consapevole che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto post coniugale e che quindi esclude ogni solidarietà post matrimoniale con l’ex coniuge. Ove, pertanto, tale convivenza assuma i connotati della continuità e della stabilità e i conviventi elaborino un progetto e un modello di vita in comune analogo a quello caratterizza la famiglia fondata sul matrimonio, la convivenza si trasformerebbe in una vera e propria “famiglia di fatto”.

Pare però che tale orientamento giurisprudenziale stia mutando quantomeno per i Tribunali. Infatti, il Tribunale di Como, con l’ordinanza del 12 aprile 2018, non ha confermato l’assegno al coniuge che, nelle more della separazione, aveva instaurato una nuova relazione pur senza dare avvio a una convivenza regolare.

Secondo il Tribunale di Como l’instaurazione di una nuova relazione stabile, anche se non caratterizzata dalla convivenza, farebbe venir meno il diritto all’assegno divorzile. Questo perché la volontà di intraprendere una nuova relazione sarebbe l’espressione di una libera scelta che andrebbe a recidere ogni collegamento con il precedente matrimonio e, di conseguenza, andrebbe a escludere definitivamente la “solidarietà post coniugale”.

Per il Tribunale di Como ciò che assumerebbe rilevanza, ai fini della cessazione del diritto all’assegno, sarebbe il nuovo legame sentimentale e la nuova condizione personale dell’ex coniuge e non più la stabile coabitazione con il nuovo partner. Inoltre, il Tribunale di Como, per spiegare la propria decisione, sottolinea che la coabitazione potrebbe non esistere neppure nelle coppie sposate e, quindi, al pari di queste, le coppie non coniugate potrebbero decidere liberamente di non coabitare.

Nel caso esaminato, quindi, la nuova situazione sentimentale della donna è stata ritenuta condizione sufficiente per non riconoscerle il diritto a percepire l’assegno divorzile.

 

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Posted on 15 giugno 2018 in Rapporti patrimoniali, Relazioni di coppia, Separazione e divorzio



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