COME SARÀ IL NUOVO ASSEGNO DIVORZILE

La disciplina normativa sull’assegno divorzile cambierà nuovamente. La Camera dei deputati ha recentemente approvato la riforma della legge sul divorzio che introduce delle significative modifiche al testo dell’articolo 5 della Legge n. 898.

Il disegno di legge deve ora passare all’esame del Senato.

La proposta – si legge nel testo – vuole fissare precise linee normative rispondenti all’esigenza di evitare, da un lato, che lo scioglimento del matrimonio sia causa di indebito arricchimento e, dall’altro, che sia causa di degrado esistenziale del coniuge economicamente debole.

La principale novità che emerge dal testo di riforma, è quella dell’abbandono definitivo del criterio del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Detto criterio non vale più e non si tiene più in considerazione nella decisione sul riconoscimento dell’assegno divorzile.

Nella  determinazione dell’assegno, il Giudice  dovrà, invece,  considerare i seguenti parametri, più aderenti ai mutamenti economico-sociali intervenuti nella società attuale, previsti nel nuovo comma comma 7 dell’art. 5 ovvero:

·    durata del matrimonio;

·    le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio;

·    l’età e lo stato di salute del soggetto richiedente (criterio aggiunto a seguito dell’esame in Commissione);il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune;

·    il patrimonio e il reddito netto di entrambi;la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale;

·    l’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti.

Tra le novità della legge di riforma si annovera anche la possibilità per il Giudice di riconoscere un assegno divorzile “temporaneo” nei casi in cui la ridotta capacità reddituale del richiedente sia dovuta a ragioni contingenti o comunque superabili.

In altre parole, il versamento dell’assegno divorzile può essere  previsto solo per un periodo provvisorio e limitato nel caso in cui vi sia, ad esempio, una  situazione di momentanea difficoltà (la mancanza o la perdita del lavoro).

La nuova normativa stabilisce, inoltre, che l’assegno non sarà più dovuto non solo nel caso di nuove nozze ma anche di unione civile con altra persona o di una stabile convivenza (ex art. 1, comma 36, L. n. 76/2016) anche non registrata del richiedente l’assegno e che l’obbligo di corresponsione dell’assegno, nei casi sopraelencati, non risorge a seguito della separazione ovvero dello scioglimento dell’unione civile, o della fine della convivenza.

Nel testo approvato si precisa, infine, che le disposizioni in esso previste si applicheranno anche ai procedimenti per lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio in corso alla data di entrata in vigore della legge stessa.

La nuova legge prende, quindi, atto del superamento del criterio del «tenore di vita» nel determinare la misura dell’assegno di divorzio e per quanto concerne gli elementi da valutare per la determinazione dell’importo dell’assegno, introduce rispetto al passato quello delle “condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito della fine del matrimonio”.

Un chiaro segno del fatto che il Giudice dovrà valutare il caso concreto e le singole situazioni contingenti.

Inoltre, la valutazione della situazione economica dei coniugi non è più circoscritta al solo reddito ma è estesa anche al patrimonio degli stessi.

Rispetto alla normativa vigente, che collega il diritto di uno dei due coniugi a percepire l’assegno quando sprovvisto di mezzi adeguati (o nell’impossibilità di procurarseli per ragioni obiettive), la riforma sembrerebbe eliminare tale presupposto giacché non esplicita le finalità (assistenziali o compensative) dell’istituto.

Posted on 27 maggio 2019 in Garanzia del mantenimento, Rapporti patrimoniali, Relazioni di coppia, Separazione e divorzio



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