Spese straordinarie per i figli: l’urgenza secondo il Giudice di Pace di Monza

Abbiamo già parlato della problematica delle spese straordinarie e della diversità di orientamenti giurisprudenziali in Italia.

Analizziamo ora un caso concreto.

Il marito non paga le spese straordinarie per la figlia, che vive con la mamma. Nemmeno quelle, scolastiche obbligatorie e mediche necessarie ed urgenti, per cui la sentenza di separazione non prevedeva il necessario previo accordo tra i genitori.

Del tutto inutili le comunicazioni tra gli avvocati dei coniugi e le messe in mora.

La moglie ottiene un decreto ingiuntivo per il mancato rimborso delle spese sostenute in favore della figlia. Il marito si oppone.

Il Giudice di Pace di Monza, nel condannare il padre al pagamento, fornisce delle motivazioni interessanti in merito alla natura urgente delle spese straordinarie.

Vediamo di cosa si tratta nello specifico.

QUALI SPESE VANNO RIMBORSATE DAL GENITORE NON COLLOCATARIO ANCHE IN MANCANZA DI PREVENTIVO ACCORDO CON L’ALTRO GENITORE?

Nel caso sottoposto al giudizio del Giudice di Pace di Monza, in mancanza del consenso paterno, sono state riconosciute a carico del padre (nella misura prevista dalla sentenza di separazione):

  • le spese scolastiche poiché per espressa previsione della sentenza di separazione non necessitavano di un preventivo accordo tra i genitori.

Queste spese, debitamente documentate dalla difesa della mamma, includevano le tasse di iscrizione all’istituto pubblico, i testi scolastici e il necessario materiale di cancelleria scolastico;

  • le spese ortodontiche, per le quali la moglie aveva richiesto più volte, ma senza successo, il consenso al marito.

Alla terapia ortodontica è stata riconosciuta natura urgente, soprattutto perché l’installazione dell’apparecchio per i denti doveva avvenire in fase adolescenziale per produrre i risultati necessari alla salute della minore, così come accertato anche dalla relazione del medico curante, che era stata prodotta in giudizio.

Oltre alle spese per l’apparecchio e per il dentista, vanno altresì rimborsate alla madre anche le spese mediche per le radiografie dentali effettuate dalla figlia.

  • la visita ginecologica, anch’essa di natura urgente e quindi tale da giustificare il ricorso al medico privato, oltre alle spese per la conseguente terapia farmacologica;
  • la visita dermatologica, determinata dall’urgenza di porre rimedio ad una dermatite atopica di cui era affetta la ragazza e, perciò, tale da giustificare il medico privato; nonché le spese farmaceutiche relative all’acquisto di farmaci per la cura delle allergie.

Al contrario, non sono state poste a carico del padre poiché non previamente concordate con la madre e non ritenute necessarie ed urgenti:

  • la visita oculistica, cui non è stata riconosciuto il carattere dell’urgenza e pertanto necessitante del consenso paterno per essere rimborsata da quest’ultimo;
  • le spese per l’attività sportiva, quali l’iscrizione ad un corso di nuoto e alla palestra.

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Posted on 30 aprile 2015 in Garanzia del mantenimento, Separazione e divorzio



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