L’addebito della separazione: le violenze fisiche e psicologiche

L’ipotesi più grave di violazione dell’obbligo di assistenza morale e materiale tra coniugi è quella rappresentata dalle violenze fisiche e psicologiche.

Si tratta di condotte gravissime, soprattutto perché realizzate dal compagno o dalla compagna di vita, purtroppo molto frequenti nelle dinamiche familiari.

Le violenze fisiche o psichiche sono sempre causa di intollerabilità della convivenza e quindi di addebito della separazione. Non possono essere in alcun modo giustificate, nemmeno qualora siano state provocate da un comportamento dell’altro coniuge.

Ad esempio, è stata addebitata la separazione ad un coniuge che, offeso dall’adulterio subito, aveva aggredito e minacciato l’altro.

MA QUALI COMPORTAMENTI SONO CONSIDERATI VIOLENTI?

La pronuncia di addebito della separazione prescinde dalla tipologia di violenza commessa e dal numero di volte in cui sia stata perpetrata, tanto da considerare comportamenti violenti – oltre ai maltrattamenti, alle percosse, ai comportamenti persecutori (cosiddetto stalking) e alle minacce (anche di tipo economico) – condotte come:

– le intimidazioni;
– le ingiurie;
– le pressioni psicologiche (il mobbing);
– le prevaricazioni;
– le svalutazioni in pubblico:
– l’atteggiamento autoritario.

Facciamo qualche esempio concreto analizzando la giurisprudenza.

Il Tribunale di Roma ha concesso l’addebito a carico del marito che, nel corso della convivenza coniugale, ha tenuto condotte ripetutamente violente nei confronti delle figlie e della moglie esternatesi in aggressioni fisiche, in espressioni scurrili ed offensive, in scatti di rabbia incontrollata per motivi futili o addirittura inesistenti, nonché sotto forma di una generale intolleranza nei confronti dei familiari.

Il Tribunale di Prato ha riconosciuto l’addebito della separazione ad un marito che, con atteggiamenti violenti ed umilianti (anche in presenza di amici e conoscenti), ha imposto alla moglie pratiche di scambio di coppia e di amori di gruppo (seppur dalla stessa a lungo accettate) nel momento in cui questa ha dichiarato di volerle interrompere.

La Corte di Cassazione ha confermato la pronuncia di addebito al marito che si era reso protagonista di un solo episodio di percosse nei confronti della moglie, soprattutto in quanto causato da un motivo banale e futile come l’aver gettato nella spazzatura un tozzo di pane raffermo.

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Posted on 20 maggio 2015 in Famiglia, Relazioni di coppia, Separazione e divorzio



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