Scuola privata o scuola pubblica? Quando non c’è accordo tra i genitori il giudice deve propendere per la scelta “neutra” della scuola pubblica.

Come abbiamo già avuto modo di affrontare, i genitori, anche se separati o divorziati, devono continuare ad assumere insieme (ex articolo 337 ter del Codice Civile) le decisioni di maggiore interesse riguardanti i figli.

Tra queste decisioni vi è sicuramente la scelta di quale istituto scolastico i figli dovranno frequentare e se la scelta dovrà ricadere sulla scuola pubblica o su quella privata.

MA COSA SUCCEDE QUANDO MAMMA E PAPÀ NON SONO D’ACCORDO SULLA FREQUENTAZIONE DI UNA SCUOLA PUBBLICA O DI UNA SCUOLA PRIVATA?

Le scelte riguardanti l’istruzione dei figli sono decisioni importanti che i genitori devono prendere tenendo in considerazione diversi fattori, tra i quali le inclinazioni e le capacità individuali dei minori, il tipo di educazione che intendono impartire loro, nonché le risorse economiche che vogliono o possono destinare a tale fine.

Trovare un’intesa sul punto può essere complicato anche quando la coppia è unita, ma diventa ancora più difficile quando la stessa si separa tanto che, talvolta, i genitori, non riuscendo a raggiungere nessuna soluzione condivisa, decidono di rivolgersi al Giudice che necessariamente dovrà decidere al loro posto.

Può, infatti, succedere che le scelte prese durante il matrimonio si rivelino non più sostenibili o non più adeguate quando il nucleo familiare si smembra.

Diversi sono pertanto gli scenari che il Tribunale può trovarsi a dovere affrontare: dalla non condivisione delle scelte educative, alla mancanza di risorse economiche per continuare a fare fronte alle decisioni precedentemente assunte, sino alla strumentalizzazione da parte di genitori che essendo troppo concentrati sul loro conflitto perdono di vista l’interesse dei figli.

Per esempio, in concreto, può succedere che un genitore si trovi a non potere più sostenere i gravosi costi di una scuola privata e che si renda quindi necessario trovare una nuova intesa circa la struttura ove iscrivere i figli. Spesso, infatti, la famiglia separata deve fare i conti con la diminuzione delle capacità finanziarie.

In proposito meritano attenzione due pronunce del Tribunale di Milano, Sezione IX Civile, la sentenza n. 3521 del 2/18 marzo 2016 () e il decreto del 2 febbraio 2017.

Nella prima, il Tribunale milanese ha affermato che quando tra i genitori vi è un conflitto sulla scelta della scuola, ovvero, quando non ci sia o venga meno l’accordo originario sulla frequentazione della scuola privata, la decisione del Giudice dovrà necessariamente essere a favore della scuola pubblica e ciò anche se, in costanza di matrimonio, i figli hanno frequentato istituti scolatici privati.

Il Giudice, in linea di principio, quindi, dovrà adottare una “scelta neutra”, preferendo la scuola pubblica a quella privata, al fine di evitare che il minore possa essere condizionato e orientato verso determinate preferenze educative o di cultura in generale.

Tale regola può però essere derogata quando, in casi particolari, la scelta della scuola pubblica risulti essere contraria all’interesse della prole.

In queste occasioni il Giudice potrà invero adottare una decisione di segno radicalmente opposto: optare per l’istruzione privata anziché per quella pubblica.

Questo può accadere, per esempio, allorché ci si trovi in presenza di minori con difficoltà nell’apprendimento, problematiche nelle relazioni o fragilità personali, oppure quando vi sia l’esigenza di mantenere una coerenza tra il percorso di studi e l’estrazione nazionale e culturale dell’individuo e della sua famiglia (ad esempio quando il figlio ha genitori con diverse cittadinanze).

Recentemente il Tribunale di Milano (decreto del 2 febbraio 2017), chiamato a esprimersi in merito alla scelta della scuola in un procedimento di separazione dei coniugi nel quale il padre si opponeva alla prosecuzione degli studi presso la struttura privata ove il figlio era stato iscritto durante il matrimonio, trovandosi di fronte a un minore con fragilità e problemi relazionali, ha ritenuto più tutelante per il minore mantenere l’iscrizione presso la scuola privata, valutando tra l’altro rilevante il fatto che i genitori avevano comunque sempre manifestato la preferenza per l’istruzione privata.

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Posted on 31 marzo 2017 in Famiglia, Minori, Separazione e divorzio



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