Pensione di reversibilità: la riforma in discussione al Governo

Lo scorso 28 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, un disegno di legge delega in materia di contrasto alla povertà.

Questo intervento legislativo avrebbe lo scopo di attuare, o perlomeno corredare, quanto già previsto nella Legge di stabilità 2016, che istituisce il Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

In particolare, ciò che ha fatto esplodere il dibattito politico e sociale è la modifica che il disegno di legge delega prevedrebbe in materia di pensioni di reversibilità e di pensioni indirette.

Ad oggi, la pensione del defunto spetta ai familiari superstiti (vedi a chi spetta nel precedente articolo) in misura più o meno ampia a seconda della composizione familiare e del reddito personale del beneficiario (vedi aliquote). In altre parole, sinora il calcolo è stato effettuato in base al reddito imponibile annuo Irpef, risultante dal Modello 730 e/o dall’Unico, del singolo avente diritto al trattamento pensionistico del defunto.

In futuro, invece, dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi, la pensione di reversibilità o la pensione indiretta potrebbe essere calcolata in base all’ISEE.

MA CHE COS’È L’ISEE?

ISEE sta per “Indicatore della Situazione Economica Equivalente”.

È uno strumento adoperato per valutare la situazione economica-patrimoniale dei soggetti che richiedono agevolazioni per usufruire di alcuni servizi statali.

Consiste in una dichiarazione sostitutiva unica, che varia a seconda della prestazione richiesta (ad esempio, esistono l’ISEE universitario o quello sociosanitario) e che comprende una serie di dati relativi alla situazione del nucleo familiare quali redditi, patrimonio immobiliare (appartamenti, box, terreni, ecc.) e mobiliare (conti correnti, carte di credito, depositi, titoli, ecc.), veicoli di ciascun membro del nucleo, ma anche trasferimenti familiari ed eventuali rimborsi spese.

In linea generale, la formula adottata per il calcolo dell’ISEE è la seguente:

calcolo_isee

Per nucleo familiare si intende quello anagrafico. Vanno quindi considerate le situazioni economiche-patrimoniali del coniuge (non separato o divorziato) o del convivente, dei figli (anche se maggiorenni e non conviventi) purché non sposati e a carico dei genitori.

CHE COSA CAMBIEREBBE?

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, oggi la pensione spetta al coniuge vedovo nella misura del:

– 100% se ha un reddito imponibile Irpef inferiore al triplo del minino annuo INPS;

– 75% se ha un reddito imponibile Irpef 3 volte superiore al minimo annuo INPS;

– 60% se ha un reddito imponibile Irpef 4 volte superiore al minimo annuo INPS;

– 50% se ha un reddito imponibile Irpef 5 volte superiore al minimo annuo INPS.

Tuttavia, qualora applicassimo l’ISEE, in luogo del reddito personale, il minimo annuo INPS sarebbe superato di molto, con una conseguente riduzione della pensione spettante al familiare superstite del pensionato o del lavoratore defunto.

Facciamo un esempio.

Una vedova, con uno stipendio di 15mila euro all’anno, titolare di un pacchetto investimenti di 30mila euro e di una rendita di 8mila euro derivante dalla locazione di un appartamento, avendo un reddito imponibile di 23mila euro (quindi 3 volte superiore rispetto al minimo INPS), oggi gode di un trattamento pensionistico pari al 75%.

Ma se adoperiamo l’ISEE, la pensione di cui potrà beneficiare la vedova sarà ridotta del 50% perché nel calcolo verrà compreso anche il valore del pacchetto investimenti.

Lo stesso discorso vale nel caso in cui la vedova, seppure con un reddito personale basso, sia titolare di immobili e abbia dei figli a carico che a loro volta abbiano un patrimonio immobiliare o mobiliare.

Considerate le conseguenze possibilmente derivanti da una simile riforma, non sono mancate le polemiche.

Silvia Aliprandi
Avvocato
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Posted on 8 marzo 2016 in Famiglia, Garanzia del mantenimento, Rapporti patrimoniali, Successioni, Tutela del patrimonio



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