Pensione di reversibilità e pensione indiretta: quando viene meno il diritto?

Il diritto dei superstiti alla pensione di reversibilità o alla pensione indiretta viene meno in questi casi:

– per il coniuge, se contrae nuovo matrimonio. In tale ipotesi, il coniuge vedovo ha diritto solamente ad un assegno una tantum pari a due annualità della pensione nella misura ricevuta alla data del nuovo matrimonio;

– per i figli minori al compimento del 18° anno di età;

– per i figli inabili, se cessa lo stato di inabilità;

– per i genitori, se conseguono un’altra pensione;

– per i fratelli e sorelle, qualora conseguano un’altra pensione, o si sposino, o venga meno lo stato di inabilità;

– per i nipoti minori, valgono le medesime cause di cessazione dal diritto alla pensione ai superstiti previste per i figli.

Il diritto alla pensione può essere sospeso oppure si estingue per i figli studenti di scuola secondaria di secondo grado o professionale, quando prestano attività lavorativa, o interrompono o concludono il percorso di studi, e comunque al compimento del 21° anno di età.

La sospensione e l’estinzione operano anche per i figli studenti universitari, se svolgono attività lavorativa, o interrompono gli studi o terminano gli anni del corso di laurea, e comunque al compimento del 26° anno di età.

Quando il diritto alla pensione cessa e vi sono più superstiti del pensionato o del lavoratore defunto, l’INPS effettua una riliquidazione della prestazione nei confronti dei restanti beneficiari, con il calcolo della pensione dalla decorrenza originaria, maggiorata degli incrementi perequativi e di legge intervenuti successivamente, in base alle aliquote di pertinenza dei restanti contitolari.

Silvia Aliprandi
Avvocato
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Posted on 11 marzo 2016 in Garanzia del mantenimento, Rapporti patrimoniali, Successioni, Tutela del patrimonio



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