Pensione di reversibilità e pensione indiretta: che cosa sono?

Si legge in questi giorni sulla stampa della possibilità che il Governo introduca novità in materia di pensione di reversibilità.

Forse non tutti sanno, però, cos’è la pensione di reversibilità.

Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza su questo argomento così complesso (e pure un po’ noioso).

La “pensione di reversibilità” è rappresentata da una somma di denaro che, in caso di morte di un pensionato, viene erogata dall’INPS a favore di alcuni familiari superstiti.

Presupposto necessario per la liquidazione della pensione di reversibilità è che il defunto, alla data del decesso, fosse titolare di una pensione di vecchiaia (a fronte del raggiungimento di specifici requisiti di età) o di anzianità (sostituita dalla Legge Fornero con la “pensione anticipata”, che richiede determinati requisiti contributivi) o di invalidità (riconosciuta ai mutilati e agli invalidi civili totalmente inabili al lavoro).

Nel caso in cui il defunto fosse un lavoratore ancora attivo e avesse maturato i requisiti contributivi previsti dalla legge (in alternativa: almeno 780 contributi settimanali, o almeno 260 contributi settimanali di cui almeno 156 nei 5 anni antecedenti alla data del decesso), i familiari superstiti hanno, invece, diritto alla cosiddetta “pensione indiretta”.

A chi spettano, quando e in che misura la pensione di reversibilità e la pensione indiretta? Quali lo sono le ipotesi in cui viene meno il diritto alla pensione? Lo andremo a vedere, passo passo, nei prossimi articoli.

Silvia Aliprandi
Avvocato
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Posted on 26 febbraio 2016 in Famiglia, Rapporti patrimoniali, Relazioni di coppia, Tutela del patrimonio



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