Le spese straordinarie per i figli nella separazione e nel divorzio

LA DISTINZIONE TRA SPESE ORDINARIE E SPESE STRAORDINARIE

Una delle questioni più discusse, non solo tra i genitori, ma anche tra gli avvocati e i giudici, è la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie sostenute nell’interesse dei figli.

Stabilire e comprendere quali voci di spesa rientrano nell’una o nell’altra categoria è fondamentale.

Di prassi si considerano spese ordinare e, perciò, incluse proporzionalmente nel mantenimento diretto e nell’assegno di mantenimento: il vitto, le utenze, l’abbigliamento e, più in generale, tutti i costi del ménage familiare.

Sono, invece, spese straordinarie tutte quelle spese non preventivabili nella loro sussistenza e nel loro ammontare. Si tratta dei costi relativi alla salute, alla scuola, alle attività extrascolastiche e agli sport praticati dai figli.

Proprio sulle spese straordinarie insorgono, molto spesso, i problemi.

IL PREVENTIVO ACCORDO TRA I GENITORI

Nel rispetto dell’affidamento condiviso e della responsabilità genitoriale, ciascun genitore è tenuto a condividere con l’altro le scelte di maggiore interesse relative all’istruzione, all’educazione e alla salute della prole.

Nella vita di tutti i giorni è, tuttavia, impensabile che qualunque decisione sia valutata insieme dalla coppia separata.

Ecco perché alcune spese straordinarie possono essere sostenute da un genitore anche senza il preventivo assenso dell’altro per poi essergli rimborsate al momento dell’esibizione della documentazione giustificativa. Si tratta, ad esempio, di: visite specialistiche prescritte dal medico curante, cure dentistiche presso strutture pubbliche; farmaci da banco e di uso comune; tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti pubblici; libri di testo e materiale di corredo scolastico, gite scolastiche senza pernottamento, e così via.

Ai fini del rimborso da parte dell’altro genitore, è invece necessario il previo accordo nei casi di: cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche, cure termali e fisioterapiche, farmaci particolari non di uso comune; tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti privati, corsi di specializzazione, corsi di recupero, alloggio presso la sede universitaria; e ancora corsi di istruzione, attività sportive, ricreative e ludiche; viaggi e vacanze.

LA RIPARTIZIONE TRA I GENITORI

Quanto alla ripartizione delle spese straordinarie, vi è da dire che, in assenza di una previsione normativa, i Tribunali non seguono un orientamento comune.

Nella prassi è frequente la previsione di una suddivisione al 50% delle spese straordinarie per i figli, ma non mancano casi con quote diverse.

PROTOCOLLI DI INTESA

Nel silenzio della legge, spetta alla giurisprudenza individuare delle soluzioni ai casi concreti. Giurisprudenza che, però, non è uniforme in tutta Italia.

Per cercare di dare una disciplina omogenea e per tentare di limitare i conflitti genitoriali, alcuni Tribunali (tra cui: Bergamo, Firenze, Milano, Verona, Varese, Roma, ecc.) in collaborazione con i Consigli dell’Ordine degli Avvocati hanno adottato dei Protocolli di intesa destinati a fornire delle linee guida in materia di spese ordinarie e straordinarie.

NEL CONCRETO

In caso di separazione coniugale o di divorzio, è opportuno quindi descrivere in modo dettagliato quali spese sono da considerarsi straordinarie (perciò da ripartire pro quota con il coniuge non collocatario) e per quali di queste sia necessario il preventivo accordo tra i genitori.

Un utile accorgimento, al fine di prevenire eventuali contrasti tra i genitori, è altresì quello di concordare per iscritto le spese da sostenere per i figli.

In mancanza di accordo e di manifesta urgenza, quindi, è evidente che il genitore che sosterrà la spesa non potrà esigerne il rimborso da parte dell’altro.

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Posted on 29 aprile 2015 in Garanzia del mantenimento, Separazione e divorzio



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