Le famiglie allargate: esiste tutela alla relazione affettiva fra i figli e il nuovo compagno del genitore?

È un tema delicato quello riguardante i rapporti che si sviluppano nell’ambito delle cd. famiglie allargate.

Può essere naturale che, a seguito della rottura di una relazione, il genitore voglia riscostruirsi una nuova vita sentimentale e che il figlio possa creare un legame con il nuovo compagno.

Indipendentemente dalla sorte che può avere la coppia genitoriale originaria, resta indiscusso in capo ai figli il pieno diritto di mantenere un rapporto con entrambi i genitori – separati o divorziati – e a partecipare attivamente alla vita di ognuno di essi.

Tale diritto è sancito e tutelato dall’art. 337 ter del codice civile che, infatti, stabilisce che “… il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi …”.

Capita, tuttavia, troppo spesso che gli ex compagni si frappongano alla frequentazione del proprio figlio/i con il nuovo partner, imponendo divieti per lo più motivati da preoccupazioni ingiustificate, se non addirittura strumentali.

Come devono, quindi, essere gestiti i rapporti fra il nuovo compagno e i figli nati da un altro legame affettivo ormai disgregatosi, quando oggigiorno – stando alle statistiche – una famiglia su tre è composta dal genitore separato/divorziato, dal nuovo partner e da eventuali figli, di uno dei due o di entrambi?

Sul punto, si è pronunciato di recente il Tribunale di Milano con sentenza del 18 gennaio 2017, con la quale è stata respinta la domanda del padre volta a ottenere il divieto nei confronti dell’ex moglie di far frequentare i figli al suo nuovo compagno, che aveva da tempo instaurato con loro una relazione stabile e continuativa.

Il Tribunale ha considerato meritevole di tutela il legame affettivo dei minori con il nuovo partner della mamma: i minori, d’altra parte, avevano ormai metabolizzato la separazione dei loro genitori e avevano accettato la presenza del nuovo compagno nella vita della madre e nella loro, rafforzata dalla nascita di un fratello, cui erano molto legati.

La pronuncia di merito è solo l’ultima di una serie di sentenze che nella prassi giurisprudenziale hanno creato una tutela sempre più forte per i legami costruiti all’interno delle famiglie allargate.

Già prima, il Tribunale di Milano, sez. IX civile, ordinanza 23 marzo 2013 aveva riconosciuto che il genitore separato ha diritto a coinvolgere il proprio figlio nella sua nuova relazione sentimentale, ricordando che la psicologia ritiene che “l’inserimento graduale dei nuovi compagni nella vita dei figli di genitori separati, corrisponde al loro benessere”, laddove madre e padre facciano comprendere alla prole che le nuove figure non si sostituiscono a quelle genitoriali.

Entrambe le pronunce riprendono principi già affermati dalla Cassazione del 2009, sentenza n. 283, che ha confermato la decisione d’appello che revocava il divieto, imposto in primo grado al padre, di far frequentare alla figlia la sua nuova compagna. La Corte ha ritenuto che la conoscenza della nuova compagna non potesse avere effetti negativi sullo sviluppo psico-fisico della minore. Quello che emerge dalle sentenze richiamate è, dunque, l’invito ai genitori ad usare buon senso nell’introduzione di nuove figure nella vita dei figli e soprattutto il richiamo ad avere sempre di mira l’interesse del minore, che è il bene principale da salvaguardare e da tutelare.

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Posted on 6 luglio 2017 in Famiglia, Minori, Relazioni di coppia, Separazione e divorzio, Tutela della persona



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