L’addebito della separazione: la violazione dell’obbligo di fedeltà

Analizzati i presupposti dell’addebito della separazione, esaminiamo nel dettaglio una delle ipotesi che viene più comunemente portata all’attenzione degli Avvocati e dei Giudici: l’infedeltà coniugale.

L’infedeltà è spesso erroneamente considerata dal coniuge tradito presupposto automatico di addebito della separazione.

Vedremo, tuttavia, che non è così.

IL CONCETTO DI “INFEDELTÀ”

Per giurisprudenza costante, nel concetto di infedeltà rientrano sia il tradimento vero e proprio (vale a dire l’aver intrattenuto un rapporto sessuale con un soggetto diverso dal coniuge), sia altri atteggiamenti che possono minare la fiducia reciproca tra i coniugi o offenderne la dignità e la sensibilità.

Ma di quali condotte si tratta? Quali comportamenti possono integrare gli estremi dell’addebito della separazione?

Non esiste un catalogo tassativo di condotte lesive del dovere di fedeltà.

Non si può fare un discorso generale, ma si deve guardare ad ogni singolo caso specifico.

È necessario, infatti, verificare e soprattutto provare che nel concreto un determinato episodio o comportamento sia stato la causa determinante della crisi matrimoniale.

Dal momento che tali ipotesi sono innumerevoli e non potremmo analizzarle tutte, cercheremo di concentrare la nostra attenzione su due particolari aspetti, il sospetto del tradimento e il tradimento tramite web, per comprendere che rilevanza abbiano rispetto all’addebito della separazione.

IL SOSPETTO DEL TRADIMENTO

Poiché l’infedeltà può esprimersi con condotte anche “solo” lesive della dignità personale del coniuge, senza che vi sia una relazione adulterina reale, alcuni Giudici hanno considerato il sospetto del tradimento sufficiente per pronunciare l’addebito a carico del coniuge che tale sospetto ha ingenerato e coltivato.

Ma in cosa deve consistere il sospetto per rilevare ai fini dell’addebito della separazione?

Basta dubitare del coniuge, ad esempio, per un’uscita di troppo, o per un rientro a casa tardi, o perché gli amici lo hanno visto con un’altra persona?

Il sospetto deve derivare dal comportamento del partner che, considerando il contesto sociale e culturale dei coniugi, coscientemente lede l’onore, il rispetto e il decoro dell’altro.

Facciamo degli esempi.

È stato considerato offensivo nei confronti della moglie, e quindi causa di addebito della separazione, che il marito “flirtasse” con un’altra donna in pubblico, facendo così supporre alla collettività che tra gli stessi vi fosse una relazione (Cass. civile n. 29249/2008).

Al contrario, in un altro caso, non è stata riconosciuta la violazione dell’obbligo di fedeltà in capo al marito che intratteneva una forte amicizia con una donna perché questa circostanza non era idonea ad offendere la moglie.

IL TRADIMENTO TRAMITE WEB

Nell’era delle email, delle chat, di Facebook e degli innumerevoli siti di incontri online, spesso accade che il coniuge vada alla ricerca di nuove conoscenze, sebbene solo in maniera virtuale.

Il tradimento tramite web è sufficiente per la pronuncia di addebito della separazione?

Gli scambi epistolari via email o via chat tra un coniuge e un soggetto estraneo possono condurre alla separazione con addebito qualora lesivi della lealtà e del rispetto reciproco tra coniugi, vale a dire quando la relazione extraconiugale (seppure virtuale e “platonica”) sia resa nota ai terzi.

Sul tema è recentemente intervenuta la Corte di Cassazione (sentenza n. 8929/2013) che ha chiarito che solo le infatuazioni e i corteggiamenti che da virtuali divengono reali e che siano noti a tutta la collettività rivestono le caratteristiche necessarie per la pronuncia di addebito.

Per tale motivo, i Supremi Giudici hanno escluso l’addebito della separazione a carico di una moglie che aveva intrattenuto contatti solo telefonici e una corrispondenza tramite e-mail con un suo ammiratore.

 logo_psc_law

Posted on 11 maggio 2015 in Famiglia, Relazioni di coppia, Separazione e divorzio



Condividi questo articolo su:

Back to Top