Il mantenimento dei figli

I genitori hanno il dovere di “mantenere, istruire ed educare i figli”.

Lo prevede la nostra Costituzione (articolo 30), ma anche il Codice Civile nelle disposizioni (articoli 315-bis e 316-bis) così come modificate dalle riforme in materia di affido condiviso, di riconoscimento e di uguaglianza dei figli naturali e legittimi. Norme il cui obiettivo primario è quello di tutelare i figli dalle conseguenze negative e pregiudizievoli della crisi familiare.

Con la separazione e con il divorzio diventa necessario, infatti, regolamentare le modalità di contribuzione di ciascun genitore al mantenimento dei figli.

Insorgono così, nella realtà, problematiche che riguardano:

– la quantificazione dell’assegno di mantenimento a carico del genitore non collocatario;

– il rapporto tra il mantenimento diretto (da parte del genitore collocatario) e la corresponsione dell’assegno periodico perequativo;

– l’estinzione dell’obbligo di mantenimento nei confronti dei figli maggiorenni (se economicamente autosufficienti);

la differenziazione e la ripartizione tra spese ordinarie e spese straordinarie.

Negli articoli che seguiranno è nostra intenzione illustrare i parametri, previsti dalla legge, per la quantificazione dell’assegno di mantenimento dei figli in caso di separazione dei genitori e fare luce sulla questione delle spese straordinarie dei figli. In particolare, distingueremo le spese ordinarie da quelle straordinarie; preciseremo per quali è necessario il preventivo accordo tra i genitori (ai fini del rimborso da parte dell’altro) e come avvenga la loro ripartizione; forniremo dei consigli pratici a chi si trova ad affrontare una separazione o un divorzio.

Posted on 27 aprile 2015 in Rapporti patrimoniali



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