Il divorzio è breve

È finalmente arrivata la tanto agognata legge che riduce i tempi per ottenere il divorzio e che, finalmente, consente all’Italia di adeguarsi in materia alla maggior parte degli Stati europei.

È arrivata 45 anni dopo la promulgazione della legge sul divorzio (L. 898/1970) e certamente segnerà una svolta significativa nel nostro ordinamento, sia per gli utenti sia per gli operatori del diritto.

Cambierà, per i primi, l’approccio al divorzio, cioè al venir meno definitivo del vincolo matrimoniale, perché non sarà più percepito – come accaduto sino a oggi – come una faticosa conquista, per lo più segnata da frustranti battaglie giudiziarie; ai secondi. invece, consentirà una presa di maggiore consapevolezza dell’importanza del nostro ruolo di indirizzo e guida nella gestione del conflitto e dei temi legati alla crisi della famiglia.

La nuova normativa, unita alla recente introduzione delle procedure alternative di risoluzione dei conflitti (cosiddetta negoziazione assistita) consentirà alle coppie di divorziare senza mai arrivare in Tribunale: si potrà così mettere fine al proprio matrimonio o davanti al Sindaco o davanti all’avvocato e in un tempo davvero breve.

Questo sarà possibile, però, solo se non vi saranno conflitti personali ed economici tra marito e moglie!

MA QUALI SONO LE PRINCIPALI NOVITA’?

1) Termine breve

Il termine per chiedere il divorzio sino a ieri era di 3 anni e decorreva dall’udienza in cui il Presidente autorizzava i coniugi a vivere separati.

Da oggi, invece, sono sufficienti 12 mesi in pendenza della separazione giudiziale e solo 6 mesi per chi abbia optato per una separazione consensuale, anche se l’accordo viene raggiunto nel corso del processo di separazione giudiziale.

Il nuovo termine decorre sempre dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del Tribunale.

Un grande passo in avanti nella storia del diritto di famiglia è rappresentato dal fatto che tale norma si applica a tutti i coniugi separati, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Questo significa che il legislatore ha ritenuto che il “divorzio breve” non rappresenti un pericolo o un pregiudizio per i figli.

2) Applicabilità ai giudizi in corso

I nuovi termini fissati dalla legge sono applicabili immediatamente dalla data della pubblicazione della legge sulla Gazzetta ufficiale e consentono, dunque, a tutti gli utenti di accelerare i tempi per ottenere il divorzio.

Si pensi, a esempio, a una causa di separazione che pende innanzi al Tribunale da più di 12 mesi. I coniugi potranno in questo caso chiedere la sentenza parziale di separazione, una volta ottenuta la quale potranno proporre istanza di divorzio, pur proseguendo eventualmente la discussione per le ulteriori questioni accessorie.

3) Anticipazione del momento dello scioglimento della comunione dei beni

Con la precedente normativa la comunione dei beni si scioglieva con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione

La nuova legge invece dispone che lo scioglimento del regime legale della comunione dei beni avvenga

– nel momento in cui il Presidente autorizza i coniugi a vivere separati, in caso di separazione giudiziale;
– nel momento della sottoscrizione del verbale, in caso di separazione consensuale omologata.

Altra novità è costituita dalla previsione della immediata trasmissione del provvedimento all’Ufficiale dello stato civile per l’annotazione dello scioglimento della comunione legale nell’atto di matrimonio

Posted on 23 aprile 2015 in Famiglia, Relazioni di coppia, Separazione e divorzio



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