Corte Costituzionale: è illegittima l’attribuzione automatica del cognome paterno ai figli

È una pronuncia innovativa e totalmente rivoluzionaria quella con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma che prevede l’automatica attribuzione del cognome del padre ai figli in presenza di una volontà diversa di entrambi i genitori.

La questione è stata posta al vaglio della Corte Costituzionale dai giudici della Corte d’Appello di Genova chiamati a decidere sull’attribuzione del doppio cognome a un bambino, con cittadinanza brasiliana e italiana, che in Brasile era identificato con entrambi i cognomi della madre e del padre mentre in Italia solo con quello paterno.

La sentenza ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 262 del codice civile che prevede l’automatica attribuzione del cognome del padre al momento della nascita del figlio, in caso di riconoscimento da parte di entrambi i genitori.

Una norma, quest’ultima, incardinata su pregiudizi legati all’ormai superato modello di famiglia patriarcale, che viola – secondo la Corte Costituzionale – il diritto di ogni genitore (madre o padre che sia) alla trasmissione del proprio cognome.

Si tratta quindi di una pronuncia che suggella l’equiparazione della madre e del padre, assicurando loro la libertà di scelta in merito a quale cognome attribuire al figlio. Una pronuncia che, sulla scia dello spirito riformatore europeo, finalmente riporta la normativa italiana al passo con i tempi. Una pronuncia che rivoluziona perciò il diritto di famiglia (di recente riformato anche in tema di riconoscimento delle unioni civili e di eliminazione del divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa), demolendo quelle barriere normative che hanno compresso alcuni dei diritti costituzionalmente garantiti.

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Posted on 9 novembre 2016 in Famiglia, Minori, Tutela della persona



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