Affidamento condiviso e responsabilità genitoriale: rimedi in caso di disaccordo

Abbiamo, prima di oggi, cercato di fornire una quadro chiaro del significato dell’ affidamento condiviso e dell’esercizio congiunto delle responsabilità genitoriali. Abbiamo anche evidenziato quali sono le decisioni che i genitori, pur separati, devono  continuare ad assumere insieme nell’interesse dei figli e che possono essere raggruppate nelle macro categorie della salute, dell’educazione scolastica e religiosa, della crescita personale e sociale.

MA COSA SUCCEDE SE I GENITORI NON RIESCONO A METTERSI D’ACCORDO?

Può succedere, purtroppo, che con riguardo a scelte importanti delle vita dei propri figli, la posizione dei genitori rimanga su piani distanti e diversi.

Questo può dipendere da molti fattori, quali la diversa educazione ricevuta, la soggettiva interpretazione delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli, la difficoltà di accettare il punto di vista dell’altro e, non ultimo, una certa ostilità di fondo che sovente anima le coppie separate.

In questo caso, le decisioni si paralizzano e  i genitori dovranno rivolgersi al Giudice.

COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE RIVOLGERSI AL GIUDICE ?

In caso di disaccordo tra i genitori sarà, dunque, il Giudice a mettere l’ultima parola.

In questi casi, ciascuno dei genitori, con il patrocinio di un Avvocato, potrà formulare una apposita istanza a norma dell’articolo 709 del codice di procedura civile, con la quale chiederà al Giudice di risolvere la controversia.

Per Giudice, a seconda delle situazioni concrete, si deve intendere:

– il Tribunale presso il quale è eventualmente già pendente il giudizio di separazione o di divorzio, se si tratta di coppia sposata; oppure

– il Tribunale presso il quale è eventualmente già pendente il procedimento ai sensi dell’articolo 337 bis codice civile, se si tratta di coppia di fatto; oppure

– il Tribunale del luogo di residenza del minore, qualora ci sia già una regolamentazione, giudiziale o consensuale che sia, relativa all’affidamento della prole minorenne.

Il Giudice deciderà avendo quale obiettivo quello di realizzare l’interesse del minore, tenuto conto delle sue aspirazioni e inclinazioni.

L’intervento giudiziario riguarderà solo la singola decisione inerente il minore che i genitori non sono in grado di adottare congiuntamente.

Ad esempio, nel caso di mancato accordo sulla scuola, il Giudice ascolterà la posizione di entrambi i genitori, valuterà la volontà del minore, procedendo alla sua audizione qualora possibile, valuterà l’esistenza di un particolare inclinazione personale del minore per alcune materie piuttosto che per altre e deciderà nell’esclusivo interesse di quest’ultimo.

Solo nei casi più gravi, quali quelli che arrecano pregiudizio al minore o quelli che ostacolano il corretto svolgimento delle modalità di affidamento (a esempio quando uno dei due genitori viene osteggiato nella frequentazione dei figli) il Giudice potrà addirittura ammonire il genitore inadempiente e anche condannarlo al risarcimento del danno.

QUALE RIMEDIO PER LE COPPIE ANCORA UNITE?

Ma cosa succede se a essere in disaccordo è una coppia ancora unita?

Il nostro codice prevede questa ipotesi e garantisce anche alle coppie ancora conviventi la possibilità di ricorrere al Giudice in caso di disaccordo sulle decisioni di maggiore interesse per i figli.

Con qualche differenza rispetto alle coppie separate.

La procedura è disciplinata dall’articolo 316 del codice civile che prevede, infatti, la possibilità per ciascuno dei genitori di rivolgersi al Giudice in caso di contrasto su questioni di particolare importanza.

A decidere sarà sempre il Giudice del luogo di residenza del minore, ma con una procedura più snella, perché non sono previste particolari formalità per la formulazione della domanda.

In questi casi, il Giudice fornirà dei suggerimenti ai genitori, che tengono conto della tutela dell’interesse del figlio, ma anche dell’esigenza di preservare l’unità familiare e cercherà di metterli d’accordo.

Solo qualora le parti non riescano a raggiungere un’intesa, il Giudice attribuirà il potere di decidere a quello dei genitori che, nel caso specifico, ritiene più idoneo a curare l’interesse del minore.

Posted on 9 aprile 2015 in Famiglia, Minori, Relazioni di coppia, Separazione e divorzio



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